Monumento
che ha resistito nei secoli e che testimonia la vetustà di
S.Vito è senz'altro la graziosa chiesetta che sorge al centro
del paese. Edificio di modeste dimensioni ad un'unica navata rettangolare
con presbiterio leggermente rialzato. Il tetto è a due falde
spioventi e il campanile è a base quadrata. Presenta una struttura
muraria tipica delle costruzioni di età longobarda (VIII -
IX d.C.); infatti è stata accostata alla famosa chiesetta di
S. Michele a Pozzoveggiani. La chiesa di S.Vito si trova in posizione
rialzata rispetto la strada, dislivello che dovette difenderla nei
secoli passati dalle frequenti inondazioni del Brenta.
Di particolare interesse è il rinvenimento sulla parete esterna
del cosiddetto "opus spicatum" mattoni disposti a spina
di pesce molto usata in epoca paleocristiana. Il campanile fu costruito
in varie fasi: presenta una base databile intorno al XII secolo, la
torre fino all'orologio che fu realizzata ne XV secolo, l'orologio
stesso che fu collocato nel 1981 e la cuspide in rame che è
del XX secolo. All'interno pregevole è una pala posta sopra
l'altare maggiore datata 1 maggio 1626, in essa sono raffigurati S.
Carlo, S. Bartolomeo, S. Vito martire, S. Francesco d'Assisi e una
delicata Vergine con Bambino. Probabilmente opera di un pittore di
scuola veneta del XVII secolo. S. Gregorio Barbarigo, vescovo, per
ben quattro volte venne nella comunità di San Vito, nel 1669,
risvegliò la dottrina cristiana stabilendo maestri di fede,
ritornò poi nel 1680, nel 1684 e nel 1695 per visitare il "piccolo
gregge".
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